Blocco navale ONG: una reazione pericolosa, vi spiego perché.

Dichiarazioni del 29 giugno 2017 di Manlio Di Stefano:

BLOCCO NAVALE ONG: UNA REAZIONE PERICOLOSA, VI SPIEGO PERCHÈ
Finalmente, ora che anche il Governo se ne è reso conto, la discussione sembra essere uscita dal limbo “razzisti vs buonisti” e si sta intravedendo un barlume di lucidità. Parlo della questione migranti, ONG del Mediterraneo e ruolo dell’Unione Europea.
In questi giorni si sta parlando tanto di questa idea (attenzione: non c’è niente di reale ancora) del Governo italiano di istituire una sorta di blocco navale nelle nostre acque territoriali contro le ONG battenti bandiera straniera con a bordo migranti.
Questa misura si renderebbe necessaria a fronte dei 10.000 sbarchi avvenuti nelle ultime ore nei nostri porti.
Solo all’idea di una misura di questo tipo il commissario europeo per le migrazioni, Dimitris Avramopoulos, ha promesso all’Italia una nuova “sostanziosa fetta di contributi europei”. Fin qui uno direbbe, “ben fatto Minniti”, ma manco per niente.
Intanto alcune domande:
per mesi il Governo si è vantato degli accordi con la Guardia Costiera libica e con il Niger che avrebbero dovuto bloccare i flussi migratori in partenza: com’è allora che arrivano migliaia di migranti ogni giorno?
la stampa italiana, fomentata in primis dal Partito Democratico, ci ha attaccati per settimane per via della nostra battaglia di trasparenza sul ruolo delle ONG: com’è allora che oggi si propone il blocco navale proprio alle ONG?

Diciamo le cose come stanno allora, senza peli sulla lingua: UNO SCHIAFFO ALL’UNIONE EUROPEA ERA NECESSARIO. Ma tra tutti i possibili modi per darglielo, questo rischia di essere il peggiore.
Eh sì perché oltre a mettere a repentaglio le vite dei migranti a bordo e creare un vero e proprio caos giuridico tra legge del mare, leggi internazionali e regolamento di Dublino (a proposito, non dovevano cancellarlo?), questa mossa porterà ad una conseguenza drammatica, l’idea che, a fronte di un cospicuo esborso economico da parte della UE all’Italia, noi saremmo disposti a diventare ufficialmente il porto d’Europa per la ricezione dei migranti.
Questa idea va scongiurata. La soluzione sta esclusivamente nell’evitare che i migranti partano grazie ad una buona politica di partenariato, incentivi economici ai Paesi di provenienza e corridoi umanitari per i profughi di guerra.
Per l’emergenza attuale, invece, occorre puntare sull’istituzione di una Agenzia internazionale per la gestione delle richieste d’asilo direttamente nei territori di partenza e transito dei migranti e sulle quote obbligatorie di ripartizione dei richiedenti su tutti i 27 Paesi europei. Tutto il resto è, per l’Italia, fortemente dannoso.
Perché non si va in questa direzione allora? Semplice, perché è una materia esclusivamente e schifosamente economica e perché l’incapacità del nostro Governo ci mette all’angolo d’Europa.
Andrebbero fatti accordi con Paesi come Marocco e Tunisia per creare su quei territori (e in altri all’occorrenza) dei centri di “smistamento” dei richiedenti asilo e andrebbero sanzionati i Paesi che non accettano di prendere parte dei migranti attualmente in Italia, in Grecia e a Malta. Ma farlo significherebbe scontentare i Paesi dell’Est europeo che, in questi ultimi anni, hanno pompato, e continuano a farlo, centinaia di milioni di euro alla UE oltre a garantire totale fedeltà al progetto e fungere da base militare per chiunque intenda avvicinarsi alla Federazione Russa.
Intanto, mentre il nostro Governo continua a osannare i “risultati” di Minniti, la Germania si è garantita la protezione con l’accordo con la Turchia, pagato anche da noi, e la Commissione Europea sta discutendo un regolamento di Dublino ancora più centrato sul principio di chi prima accoglie gestisce. Ben fatto Gentiloni.
Non prendiamoci in giro quindi, qui nessuno vuol davvero fermare il problema, tantomeno occuparsi di esseri umani. Questa è solo una battaglia politica ed economica che la Germania e i suoi sodali stanno vincendo grazie all’incapacità di Renzi e Gentiloni e delle destre che hanno governato prima di loro.
L’unica vera arma che ha l’Italia, oggi, è minacciare l’interruzione del versamento dei 17 miliardi che diamo ogni anno all’Unione Europea, ma non per ottenere in cambio altri soldi, bensì per ottenere ciò di cui parlavo prima che si tradurrebbe in un sostanziale e duraturo annullamento dei flussi migratori. Tutto questo Gentiloni e Minniti lo sanno bene, ma non sono capaci e non hanno le mani libere per farlo.

Fonte: post Facebook.

Screen del post Facebook di Manlio Di Stefano