Se noi cominciamo a reprimere la libertà di informazione cercando di chiudere le “fake news”, diciamo, di reprimerle, di fatto noi potremmo arrivare un giorno che qualcuno dica “dobbiamo sanzionare le bugie”, le normali bugie che ci diciamo tra di noi, perché di questo stiamo parlando.

Il 28 luglio 2018, in diretta dal City Lab dell’associazione Rousseau, il sottosegretario con delega all’editoria Vito Crimi dichiara:

Da una parte c’è l’informazione responsabile, cioè l’informazione che ha un responsabile, che è quella che individua con certezza che chi ha la responsabilità di quella notizia. E poi c’è lo scambio di informazioni libero, tra tutti i cittadini, che consente anche di verificare le informazioni che noi mettiamo tra virgolette “di qualità“. Quindi, quando oggi ci parlano delle “fake news“, qui ci tengo a fare questo breve accenno al discorso delle “fake news“, […] si cerca di costruire una situazione in cui si dice “la rete fornisce informazioni false, il giornale informazioni vere“. Attenzione, non sempre è così. Ripeto, i giornali hanno una responsabilità, in Rete no, nel senso che è libertà di esprimersi. Se noi cominciamo a reprimere la libertà di informazione cercando di chiudere le “fake news“, diciamo, di reprimerle, di fatto noi potremmo arrivare un giorno che qualcuno dica “dobbiamo sanzionare le bugie“, le normali bugie che ci diciamo tra di noi, perché di questo stiamo parlando. Quando si è in Rete si comunica tra persone, quando si comunica tra persone si può mentire o dire la verità, dobbiamo essere in grado di capire che quando si comunica tra persone è una comunicazione tra persone, punto! È una Rete, è una relazione che può essere anche non necessariamente corrispondere al vero ciò che la persona mi dice, ma è quello che succede normalmente quando parliamo con i nostri amici, con i nostri parenti, con i nostri colleghi. Quale è la forza, invece, della Rete oggi? Che consente di fare il fact checking immediatamente. Una volta noi vedevamo la televisione e ricevevamo unilateralmente un’informazione e quell’informazione li finiva. Leggevamo il giornale, magari davanti ad un caffè, e li davamo per scontato per certo quello che leggevamo. Oggi, quando leggiamo da un iPad o da un tablet un giornale davanti ad un caffè, in quel momento, all’istante, siamo anche in grado di trovare il fact checking di quell’informazione che stiamo leggendo. Questa è la forza della Rete. Quindi, quando si parla delle “fake news” in Rete dobbiamo ricordarci che così come esistono le “fake news” esiste la possibilità di smentirle con la stessa velocità, cosa che invece prima avveniva solamente unilateralmente. Molto spesso avevamo le bufale che venivano diffuse, ma non eravamo gli strumenti per proteggerci.

Fonte: Facebook.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *